Una piccola realtà e un grande sogno. I libri di alba pratalia si rivolgono a un pubblico di amici e di appassionati, ma ambiscono anche a riempire certi vuoti lasciati dall’editoria di oggi; il catalogo conta appena undici titoli, eppure dietro ogni libro ci sono una cura e un amore quali si può permettere solo chi lavora senza fini di lucro. E l’attenzione per i luoghi vicini e familiari non esclude l’apertura verso orizzonti più lontani.

La collana principale, «alba pratalia», raccoglie delle storie legate al paesaggio, con l’intento di costruire degli itinerari da ripercorrere con una disposizione affettiva, oltre che culturale. Iniziata con una una trilogia di cammini attraverso le montagne, dai Lessini dei fratelli Stuparich al Baldo di Calzolari all’Appennino di Campana, è proseguita con tre volumi di lettere: due narrano il rapporto tra Antonia Pozzi e Dino Formaggio, incentrandosi sulla passione delle giovane poetessa per la fotografia, l’altro fa rivivere i giorni passati a Verona da John Ruskin.

Col tempo, sono nate altre tre collane: «gli albini», che recuperano patrimoni figurativi dimenticati (gli acquerelli marini di fra Petronio e le foto dipinte a mano di František Krátký); «negro semen», volumetti di piccolo formato che ripropongono racconti di scrittori sensibili ai temi dell’ambiente, quali Stuparich e Comisso; e infine «i cammini», che conta per ora solo un titolo, dedicato a un viaggio in Tibet rivissuto tra parola e immagine, com’è nello spirito di tutti i nostri libri.

La strada di Podestaria Giani Stuparich
1915: la storia di due fratelli, combattenti della Grande Guerra, tra Trieste e i pascoli dei monti Lessini. Una memoria ritrovata.
Il viaggio di Monte Baldo Francesco Calzolari
La montagna celebre in Europa per le sue erbe medicinali, raccontata nel 1566 dallo speziale che allestì uno dei primi musei della Natura.
La Verna Dino Campana
Il cammino di un giovane poeta, nel 1910, sulle tracce di Francesco d'Assisi, attraverso le foreste dell'Appennino tosco-romagnolo.
Soltanto in sogno Antonia Pozzi
La figura della poetessa milanese (1912-1938), innamorata della vita e della montagna, riemerge da una busta di lettere e fotografie.
Lettere da Verona John Ruskin
Il più famoso storico dell'arte dell'Ottocento in visita nella città che rappresentava, per lui, «il destino e la bellezza» di tutta l'Italia.
Nelle lettere inviate all'amica Antonia Pozzi, l'incontro drammatico tra due giovani in cerca della loro realizzazione e della loro libertà.
L'erba nocca Giani Stuparich
Il legame silenzioso tra un padre e una figlia, con al centro un «fiore modesto che non ha colore», nudo come la terra: l'elleboro verde.
Il poeta fotografo Giovanni Comisso
Sei racconti esemplari di uno scrittore che viveva il paesaggio del suo Veneto d'acque e colline come «un secondo grembo materno».
Produzioni marine Fra Petronio da Verona
Nel quaderno di acquerelli di un frate del Settecento, la vita meravigliosa dell'Adriatico e di ogni altro possibile e impossibile mare.
L'Italia a colori František krátký
1897: un fotografo boemo gira il nostro Paese con la sua macchina stereoscopica e riprende incantevoli vedute che poi colorerà a mano.
Tibet e ritorno Aldo Ottaviani Giuseppe Sandrini
Il viaggio di due giovani nella Cina degli anni '80, da Canton fino ai piedi dell'Everest, con una fotocamera a banco ottico nello zaino.